Anche per sparlare di Berlusconi
TUTTI A ROMA AL TEATRO CAPRANICA
Dopo la sconfitta del Pdl agli ultimi ballottaggi, il Foglio si è interrogato sulla necessità di reagire al disastro. Bisogna cambiare qualcosa, per questo abbiamo organizzato una festa per il caro amico Cav., animata da un manipolo di “servi liberi e forti” mercoledì 8 a Roma, al teatro Capranica. Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook
11 AGO 20

http://www.ilfoglio.it/singole/10Dopo la sconfitta del Pdl agli ultimi ballottaggi, il Foglio si è interrogato sulla necessità di reagire al disastro. Bisogna cambiare qualcosa, "e nella storia italiana di questi anni non c’è altro qualcosa che il qualcuno, Berlusconi. Girarci intorno è prendersi per il culo. Iddu deve cambiare. Stile, modi, procedure. Deve riaversi dal monologo infinito, ripetitivo. Deve rimettersi in gioco". Per noi, anche se sconfitto, Berlusconi resta il più fico, e per capire come reagire per il bene di un paese e per il nostro bene di "liberi servi" del berlusconismo abbiamo organizzato una festa per il caro amico Cav., animata da un manipolo di “servi liberi e forti” mercoledì 8 a Roma, al teatro Capranica (come arrivare al teatro Capranica, condividi l'evento su Facebook).
Abbiamo chiesto le opinioni di molti intellettuali, foglianti e no. Abbiamo interpellato il direttore del Tempo Mario Sechi, i direttori (editoriale e responsabile) di Libero Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro e il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, tutti futuri partecipanti alla non seriosa ma seria “festa al Cav.”. Insomma, è necessario muoversi, cambiare tutto: chi deve farlo nome per nome, lo abbiamo scritto qui.
Abbiamo proposto primarie generali subito, già a ottobre, per designare presidente e coordinatori regionali del Pdl, e un regolamento semplice e inattaccabile.
A marzo il Foglio aveva scritto come il Cav. non avesse mai pronunciato la parola “primarie” e, a esclusione di Alemanno e Bondi, come i massimi dirigenti del Pdl tendessero a evitare l’argomento.
Per Massimo D'Alema, presidente del Copasir, i risultati delle ultime elezioni amministrative hanno segnato una svolta, ma in un'intervista a Repubblica ha detto che il Pd è pronto a fare la sua parte in "un nuovo governo di fine legislatura" solo dopo le dimissioni di Berlusconi. L'idea del governo di larghe intese per affrontare il disastro, però, è stata criticata da Francesco Piccolo, che sull'Unità ha scritto: "La strategia di D’Alema non è soltanto disarmante, ma anche irrispettosa nei confronti degli elettori". E poi: "Sia per coloro che sono ancora affezionati al senso della democrazia, sia per coloro che hanno come obiettivo la fine di Berlusconi con ogni mezzo, la strada maestra è identica: le elezioni politiche. In cui deve essere compresa la possibilità che gli italiani vogliano essere ancora governati da lui, perché è l’unico modo per scoprire se finalmente la maggioranza del paese ha deciso che questa epoca lunghissima è finita".
Ad Alessandra Mussolini, che domandava al direttore Ferrara l'esigenza di una modifica dello statuto del Pdl, l'Elefantino ha scritto come con le primarie "si faranno molti errori, ma si chiama democrazia, ed è l’ultima spiaggia per riprendere a governare e a convincere".
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